Nuove frontiere in ambito neurocosmesi

La pelle è sede di potenti neurotrasmettitori: riceve e invia segnali importanti, molto spesso legati anche al quadro emotivo. Ecco perché si stanno studiando questi meccanismi e perché se ne parla anche in cosmetica

La pelle è un organo complesso che continuamente gestisce le connessioni tra noi e l’ambiente circostante: è una struttura dinamica, in continua metamorfosi, che esprime numerosi contenuti di origine nervosa ed emotiva ​​attraverso i quali i sentimenti prendono poi forma. Gli studi condotti in questo campo relativamente nuovo e sicuramente affascinante stanno radicalmente cambiando, passando da una visione settoriale dei vari tessuti, organi e sistemi, a una visione globale della vasta connessione di ormoni, citochine e neuropeptidi che collegano mente e corpo.

La cute, infatti, e il sistema nervoso sono integrati in un’unica rete definita sistema neuro-immuno-cutaneo (Nics). Poiché una buona salute si rispecchia in un aspetto cutaneo sano, l’uso di prodotti più sicuri ed efficaci come strategia, soprattutto per combattere l’invecchiamento cutaneo, è aumentato vertiginosamente nel tempo. L’impegno della cosmetologia ultramoderna si è, pertanto, concentrato sulla ricerca di nuovi componenti funzionali neurocosmetici, in grado di migliorare le relazioni tra pelle e sistema nervoso.

Numerose aziende cosmetiche hanno iniziato a formulare prodotti neurocosmetici che esplicano la loro azione agendo sui neuromediatori cutanei attraverso diversi meccanismi d’azione e tali componenti sono utili soprattutto a contrastare lo stress della pelle, prendendo in considerazione i meccanismi che possono legarlo, in particolare, all’invecchiamento cutaneo. Sono stati così individuati ed elaborati principi attivi antinvecchiamento “neuro-rilassanti” derivati ​​da estratti vegetali. Inoltre, si sono riconsiderati i meccanismi molecolari che stanno alla base della pelle sensibile e i componenti neurocosmetici adatti a migliorare tale problematica.

LA PELLE, CROCEVIA DI SEGNALI, REAZIONI ED EMOZIONI

La pelle è costituita dall’epidermide, un epitelio esterno, impermeabile, stratificato e squamoso di origine ectodermica, e dal derma, il tessuto di sostegno interno, di maggior spessore e di origine mesodermica. Una fitta rete di innervazione coinvolge gli strati cutanei più remoti, a eccezione dello strato corneo. Dal midollo spinale si dipartono dei filamenti nervosi o neurovegetativi sensibili che vanno a innervare la pelle, modulando la termoregolazione, la secrezione sebacea, la melanogenesi e numerose altre funzioni. Per questo esistono molteplici sensazioni che vengono avvertite a livello cutaneo, come la paura, lo stress, la felicità, che si manifestano con impallidimento (vasocostrizione), pelle d’oca (contrazione del muscolo erettore del pelo), sudorazione, vampate di calore (vasodilatazione), maggiore luminosità.

La pelle, come sistema di sorveglianza dei cambiamenti ambientali (calore, umidità e via di seguito) e di percezione dell’ambiente esterno (limiti corporei, riconoscimento del non-sé e degli oggetti, tatto e simili), produce sostanze stimolanti che, attraverso dei mediatori, vengono trasmessi al sistema nervoso. Alcuni di essi sono rappresentati dai neurotrasmettitori, veri e propri corrieri chimici, sintetizzati naturalmente dalle fibre nervose, ma prodotti anche dalle cellule presenti nella cute (cheratinociti, melanociti, fibroblasti), e dal sistema nervoso centrale.

Il rilascio di neuromediatori può essere indotto da stimoli fisici, chimici oppure emozionali. Alcuni esempi includono i neuropeptidi, come la sostanza P, il peptide legato al gene della calcitonina (Cgrp) e le bradichinine, i neurormoni, come l’ormone melanocita-stimolante (Msh) e l’ormone adrenocorticotropo (Acth); inoltre si annoverano le catecolamine, le encefaline, le endorfine, l’acetilcolina e altri ancora.

Tuttavia, la posizione dei neuromediatori si modifica a seconda della specifica persona e delle sue condizioni fisiologiche e anche a seconda di eventuali patologie. I recettori specifici per questi neuromediatori e gli enzimi per la rispettiva eliminazione vengono ampiamente espressi dalle cellule cutanee. L’interazione dei neurotrasmettitori con i recettori induce la modulazione delle reazioni cellulari e delle funzioni cutanee (immunità, isolamento cellulare, proliferazione, saturazione). Questa interessante connessione, in cui la pelle trasmette e riceve informazioni da fonti diverse, potenzia la risposta del sistema Nics ed è utile per comprendere la neurocosmesi e il sistema nervoso a essa correlato.

QUANDO LO STRESS AUMENTA

La pelle rappresenta, dunque, un organo sensoriale che invia e riceve segnali dal cervello. Questa relazione bidirezionale è mediata da molecole di segnalazione: in condizioni di stress, la proliferazione e la differenziazione cellulare vengono compromesse, con diminuzione della sintesi lipidica e, perciò, della funzione di barriera, e l’alterazione della regolazione dei biomarcatori di guarigione.

Nella stagione autunnale, in particolare, prevalgono le sensazioni non propriamente positive determinate dall’“autumn blues”, ossia dal Seasonal affective disorder, la lieve depressione stagionale che tende a colpire con maggior frequenza quando si vive in ambienti chiusi e in stato di prolungato stress. E tra le raccomandazioni per rialzare i livelli dei neurotrasmettitori sono consigliati massaggi e terapie dermocosmetologiche, come anche l’aromacoterapia.

I NEUROCOSMETICI

Tra le creme neurocosmetiche, si sono contraddistinte quelle post-acta, a rilascio di acqua in olio, composte da potenti principi attivi stimolanti per esempio la beta-endorfina per alleviare il disagio cutaneo post procedure estetiche (come peeling, laser, radiofrequenza, dermoabrasione, microneedling), oltre che dalla presenza di pre e postbiotici e sostanze idratanti (acido ialuronico, ceramidi, colesterolo, fitosfingosina e altre) per supportare la cute lesa durante tali procedure, favorendo e mantenendo così il microbiota cutaneo e l’integrità della barriera epidermica.

Il focus di tali neurocosmetici è rappresentato dai cheratinociti e dalle terminazioni nervose cutanee, desensibilizzandoli al freddo, al caldo, al dolore, alla pressione e al prurito, fornendo un’azione lenitiva alla pelle, riducendo prurito ed eritema e influenzando il benessere cutaneo dei pazienti.

PRINCIPI D’AZIONE

I neurocosmetici agiscono stimolando l’aumento delle beta-endorfine nei cheratinociti e nei neuroni sensoriali, migliorando la differenziazione dei cheratinociti, la riparazione della barriera e la guarigione delle ferite.

Quando la pelle riceve un segnale di stress (per esempio, un intenso calore), il ciclo del dolore viene attivato con la sovraregolazione dei nocicettori. Il neurocosmetico è stato formulato per interrompere questo ciclo, aumentando il livello di beta-endorfine e, attraverso vari passaggi, riducendo la segnalazione del dolore.

I neurocosmetici possono contenere anche potenti antiossidanti tra cui ascorbato di tetraesildecile, ceramidi e inulina prebiotica, che aiutano a favorire il benessere della pelle.

LAVORI (E STUDI) IN CORSO

Esistono numerosi principi attivi, con diverse funzioni, con lo scopo di ripristinare e mantenere i tessuti cutanei sani, in grado di stimolare il comfort della pelle, come l’Albatrellus confluens, estratto di Helichrysum italicum, estratto di radice di Daucus carota sativa e l’estratto di callo di Opuntia ficus.

Questi e altri attivi sono oggetto di grande attenzione da parte dei formulatori cosmetici per il loro potenziale: si indaga per comprendere sia l’efficacia sulla pelle, sia le implicazioni in termini sensoriali e sicuramente a breve di neurocosmesi e neurocosmetici continueremo a sentirne parecchio parlare.

(di Alessandra Cantù e Corinna Rigoni, Panorama Cosmetico n. 5/25, ©riproduzione riservata)

 

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