In inverno la pelle del corpo cambia ritmo: il freddo fuori e l’aria secca dei riscaldamenti dentro mettono alla prova la barriera cutanea è così la pelle tende a perdere più acqua, a diventare ruvida, opaca e, in molti casi, a “tirare” già pochi minuti dopo la doccia. È proprio per questo che l’esfoliazione corpo, se proposta con criterio, diventa uno dei consigli più sensati da dare in farmacia nella stagione fredda. Non è un capriccio da Spa, ma un modo semplice per aiutare l’epidermide a ritrovare comfort, uniformità e morbidezza.
L’idea chiave da trasmettere è che esfoliare non significa né sfregare con vigore, né eliminare cellule dalla cute quando ce ne ricordiamo. In inverno, soprattutto, funziona la filosofia opposta: delicatezza e regolarità. L’esfoliazione serve a rimuovere l’eccesso di cellule morte che si accumula in superficie e che, oltre a rendere la pelle spenta e irregolare al tatto, può ridurre l’efficacia percepita dei trattamenti successivi. Una buona esfoliazione, fatta bene, è come apparecchiare la tavola: poi tutto il resto rende di più.
Cosa…
In farmacia il vantaggio è che possiamo personalizzare molto bene il tipo di esfoliazione in base a come si presenta la pelle e alle abitudini della persona che abbiamo di fronte. Se la cute è semplicemente ruvida e spenta e non particolarmente sensibile, lo scrub sotto la doccia può essere un alleato immediato. Qui la differenza la fa la mano: movimenti leggeri, pochi passaggi e niente accanimento. In inverno è poi preferibile scegliere texture cremose o oleose, perché mentre levigano lasciano già una sensazione di nutrimento e riducono il rischio di seccare ulteriormente. Lo scrub “che sgrassa” e lascia la pelle che strilla in questa stagion, non è il migliore amico di nessuno.
Se, invece, ci sono brufoletti sul corpo, pori ostruiti, grana irregolare su schiena o glutei oppure numerosi peli incarniti, la scelta più furba spesso non è lo scrub, ma un’esfoliazione chimica ben formulata. Qui entrano in scena gli acidi cosmetici: quelli della famiglia degli Aha -come l’acido lattico o glicolico- sono ideali quando la pelle è secca e spenta e ha bisogno di luminosità e levigatezza (l’acido lattico, in particolare, è spesso apprezzato perché lavora sulla superficie con un tocco più gentile). Se l’obiettivo è ridurre imperfezioni e incarniti, l’acido salicilico (Bha) è più mirato. Per chi, invece, ha una pelle capricciosa, che si arrossa facilmente o non tollera niente, i Pha sono un buon compromesso: esfoliano con maggiore delicatezza e sono spesso adatti anche ai più prudenti.
C’è, poi, una categoria che in inverno merita un posto in prima fila: i trattamenti leviganti-cheratolitici a base di urea o acido lattico in lozione. Sono il tipo di proposta perfetta per chi non ama l’idea di esfoliare, ma desidera pelle più morbida e uniforme. L’urea, soprattutto, è una di quelle sostanze che in farmacia fanno sempre la loro figura perché lavora sia sul comfort, sia sulle zone difficili: gomiti, ginocchia, talloni, braccia ruvide. È un modo elegante di dire al cliente: non ti serve strofinare, ti serve una routine intelligente.
…e quando
Il “come farlo” è semplice, e vale la pena raccontarlo con chiarezza perché è lì che si evita l’irritazione. Il momento migliore è dopo una doccia tiepida, mai bollente, perché l’acqua troppo calda peggiora la secchezza. La pelle va asciugata tamponando, senza sfregare, e subito dopo bisogna applicare un trattamento idratante e restitutivo. In inverno l’esfoliazione senza crema dopo è un’occasione sprecata: la pelle può anche risultare liscia per qualche ora, ma poi si vendica, diventando ancora più secca. Il consiglio pratico è che esfoliazione e idratazione devono andare sempre a braccetto.
Anche la frequenza va tradotta in un messaggio facile: meglio poco, ma costante. Una volta a settimana lo scrub delicato è spesso sufficiente, ma con i prodotti a base di acidi si può iniziare con due sere a settimana e aumentare soltanto se la pelle resta confortevole. Se la persona sente bruciore persistente, pizzicore che dura o vede rossori in superficie, allora vuol dire che sta facendo troppo o che l’esfoliante scelto non è il più adatto per quel momento.
Ci sono poi due attenzioni che vanno sempre ricordate al cliente al banco. La prima è di non esfoliare subito prima o subito dopo depilazione o rasatura: è una delle cause più comuni di irritazioni e follicoliti. Meglio distanziare di un giorno o due, soprattutto se si usano acidi o se la pelle è particolarmente reattiva. La seconda riguarda l’esposizione: in inverno è vero che il corpo è più coperto, ma se si usano esfolianti chimici e si espongono gambe o braccia durante una giornata di sole o un weekend in montagna, la fotoprotezione resta una buona e salutare abitudine.
I benefici per la pelle
Quelli che il cliente nota davvero sono molto concreti: pelle più liscia al tatto, meno ruvidità nelle zone secche, aspetto più uniforme e luminoso e una sensazione di idratazione che dura di più, perché la crema finalmente lavora su una superficie più regolare. Per chi soffre di imperfezioni sul corpo, poi, una routine mirata può fare un’enorme differenza anche sul comfort quotidiano.
L’inverno è, insomma, la stagione ideale per prendersi cura della pelle del corpo con più calma e più costanza. L’esfoliazione, quando è ben scelta e ben abbinata a un trattamento idratante di qualità, non è un gesto “in più”: è il passaggio che fa passare la pelle da ruvida e spenta a morbida e uniforme, pronta a farsi bella anche sotto i maglioni. E in farmacia è un consiglio che fidelizza, perché il cliente lo sente sulla pelle, letteralmente.
