Acne, gli errori da evitare e il ruolo del farmacista

L’acne non è soltanto qualche brufolo inestetico, è una vera patologia cronica, globale e complessa, con un impatto forte sulla vita sociale ed emotiva di chi ne soffre, sul benessere psicologico in generale e sulla qualità di vita. Eppure spesso l’acne viene liquidata come un semplice difetto estetico, mentre per molti adolescenti e anche giovani adulti diventa un peso emotivo che modella profondamente l’immagine di sé e le relazioni sociali. Imbarazzo, vergogna, insicurezza e isolamento non sono capricci, ma espressione di un disagio reale che può arrivare fino ad ansia e sintomi depressivi. Per questo contro l’acne è importante adottare un approccio multidisciplinare, che preveda il coinvolgimento e la collaborazione di diverse figure professionali, dal dermatologo allo psicologo, dal farmacista all’estetista.

Anche le terapie migliori, però, funzionano davvero soltanto se alla base c’è una gestione corretta e consapevole del problema. Qui il ruolo, in particolare, del farmacista e del reparto cosmetico è centrale: intercettare gli errori più comuni, proporre routine realistiche e applicabili con costanza, suggerire fotoprotezione adeguata e indirizzare al dermatologo quando necessario è davvero essenziale.

Acne: i 10 errori più frequenti

  1. Stesso trattamento per tutti – Ogni tipo di acne richiede un approccio specifico. No, dunque, a schemi “taglia unica”.
  2. Ignorare i fattori ormonali – Soprattutto nelle donne, squilibri o variazioni ormonali possono modulare l’andamento della patologia e vanno per questo attentamente valutati e considerati.
  3. Affidarsi ai rimedi del web – Consigli social, trend fai-da-te e mix improvvisati possono peggiorare il quadro e ritardare l’accesso a terapie efficaci. Meglio parlare con uno specialista che affidarsi a Instagram o Tik Tok.
  4. Soltanto antibiotici topici – La monoterapia antibiotica favorisce resistenze. Gli antibiotici vanno, dunque, usati soltanto quando servono, per il giusto tempo e in strategie combinate. E sempre dopo aver parlato con il medico.
  5. Non usare terapie combinate – La sinergia tra trattamenti topici, eventuale terapia sistemica e supporto tecnologico è spesso la chiave del successo terapeutico. Anche in questo caso, sempre e solo d’accordo con lo specialista.
  6. Sottovalutare l’idratazione – Eliminare la crema nutriente per paura dei brufoli è un errore: servono texture non comedogeniche per proteggere la barriera cutanea e migliorare la tollerabilità dei trattamenti. E qui il farmacista gioca un ruolo chiave nel consiglio al paziente
  7. Abusare degli antibiotici – L’acne è una patologia infiammatoria complessa, non una semplice infezione: l’uso ripetuto e prolungato di antibiotici va limitato e sempre supervisionato.
  8. Rimandare la visita dal dermatologo – Nei casi resistenti, recidivanti oppure con rischio di cicatrici, l’invio tempestivo allo specialista è fondamentale, anche per prevenire il disagio psicologico che l’acne forte comporta.
  9. Ceretta e resurfacing con isotretinoina – Epilazione con ceretta e trattamenti di resurfacing durante la terapia con isotretinoina aumentano il rischio di cicatrici e per questo vanno evitati.
  10. Gestire male il sole – Esporsi ai raggi senza fotoprotezione, soprattutto in corso di terapie topiche o sistemiche, può aggravare infiammazione e discromie. È indispensabile, in caso di acne, usare un filtro solare ad ampio spettro, ben tollerato e non comedogenico.

Per il farmacista, conoscere questi errori significa fare molto più che consigliare un semplice prodotto per i brufoli: vuol dire aiutare la persona con acne a costruire una routine efficace, realistica e replicabile in autonomia, diventare un alleato nel percorso con il dermatologo e dare voce a un disagio spesso taciuto. In pratica, dietro ogni pelle con acne c’è una storia personale e speciale: al banco possiamo contribuire a trasformarla da storia di imbarazzo e rinuncia a percorso di cura, consapevolezza e nuova sicurezza davanti allo specchio.

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