Non tutto il freddo vien per nuocere

L’inverno, soprattutto quello in corso, è caratterizzato da picchi di gelo che mettono a dura prova la pelle e tutto il nostro organismo. Tuttavia, non tutto il freddo vien per nuocere, infatti può produrre alcuni effetti benefici sul nostro organismo, in primis la stimolazione del sistema immunitario. Da alcuni studi scientifici, infatti, è emerso che un’esposizione controllata alle basse temperature, in modo graduale e costante -come attraverso una doccia fredda al mattino per almeno un mese- è in grado di promuovere un’azione energizzante, migliorare l’umore (grazie alla secrezione di endorfine, dopamina, melatonina) e la qualità del sonno e persino di ridurre lo stress (grazie all’inibizione della secrezione di cortisolo), naturalmente praticando al contempo una respirazione bilanciata, alimentandosi con una dieta ricca di vitamine e adottando uno stile di vita sano.

La stimolazione dell’attività energetica induce una conversione del grasso bianco in grasso bruno, il quale ci difende dal freddo, inducendo il consumo calorico. Il grasso bruno viene stimolato anche dall’attività fisica regolare, attraverso il rilascio di irisina, ormone prodotto dai muscoli e per questo soprannominato “ormone dello sport”. Il grasso bruno è fondamentale nei neonati e nei bambini piccoli, in cui il meccanismo di termoregolazione non è ancora attivato, poiché li protegge dal freddo, favorendo l’aumento di calore attraverso il consumo calorico, per mantenere stabile la temperatura corporea.

Il freddo stimola anche l’attività della proteina Sirt6 (sirtuina 6), che ha il compito di riparare i danni del Dna e contrastare le mutazioni cellulari, rallentando l’invecchiamento cellulare, regolando il metabolismo energetico (glicolisi), la stabilità dei telomeri e la risposta infiammatoria, e svolgendo anche un ruolo protettivo contro malattie neurodegenerative e cancerogene. Dal punto di vista rigenerante di benessere, poi, le basse temperature possono attivare la nostra mente in modo che sia in grado di convertire la sensazione di freddo in un’esperienza positiva.

Cosa accade alla pelle quando avvertiamo freddo?

Quando il nostro organismo percepisce un abbassamento di temperatura (ma anche un’emozione) i muscoli piloerettori si contraggono involontariamente (e così ci viene la pelle d’oca), provocando la piloerezione o orripilazione e il sollevamento dei peli. Si tratta di un riflesso fisiologico del sistema nervoso simpatico per conservare il calore corporeo attraverso l’intrappolamento di uno strato d’aria che isola il corpo dal freddo. Anche se nell’uomo l’effetto è trascurabile, in animali di maggiori dimensioni è efficace e in quelli più piccoli serve loro per sembrare più grandi e incutere paura. Inoltre, quando si sente freddo, si manifestano i brividi, ovvero continue contrazioni involontarie degli stessi muscoli erettori del pelo che generano calore sulla superficie cutanea. Contemporaneamente si assiste a una vasocostrizione poiché il freddo, restringendo i vasi sanguigni periferici cutanei, consente di mantenere il sangue, che genera calore, più vicino agli organi vitali che sono all’interno dell’organismo.

Ma cosa succede al tessuto cutaneo esposto al freddo? Purtroppo le basse temperature rappresentano uno stress per la nostra barriera protettiva superficiale, che si indebolisce. Le temperature gelide possono avere effetti particolarmente negativi sulla cute, soprattutto in tenera età e in quella avanzata. Infatti, anche le persone che non abbiano mai avuto problemi cutanei d’inverno, con il trascorrere degli anni spesso si ritrovano ad affrontare tali problematiche semplicemente perché stanno invecchiando e i sistemi di protezione vengono via via a diminuire. In particolare, ciò è vero per le donne, in genere più freddolose, che dopo la menopausa patiscono ancor di più gli effetti delle basse temperature, poiché la diminuzione dei livelli di estrogeni si traduce in una minore idratazione della pelle.

Perché tutti questi problemi accadono in inverno? Il freddo diminuisce la produzione di sebo dal momento che le basse temperature rallentano l’attività delle ghiandole sebacee, quale meccanismo di difesa per ridurre la perdita di calore, ma ciò indebolisce il film idrolipidico naturale, rendendo la pelle più vulnerabile, con conseguente maggior secchezza, screpolature e irritazioni. In altre parole, viene ad alterarsi la nostra protezione cutanea naturale (film idrolipidico), posta nello strato più esterno della pelle, che contiene sostanze che aiutano a trattenere l’idratazione e a preservarci dagli agenti irritanti. Inoltre, le temperature fredde in genere sono accompagnate da bassa umidità e l’aria secca degli ambienti interni, dovuta ai riscaldamenti che assorbono l’umidità, sottraendola alla pelle, sono caratteristiche climatiche invernali particolarmente dannose a livello cutaneo. Infine, alcuni comportamenti possono aggravare la situazione, come praticare lunghe docce calde, lavarsi le mani frequentemente, usare saponi aggressivi, salviette detergenti, prodotti fortemente profumati, detersivi e additivi per il bucato (che permangono nei tessuti), trascorrere molto tempo all’aperto senza adeguate coperture e protezioni per la pelle, indossare indumenti di lana e altre fibre irritanti della cute.

Alleati di benessere

Indipendentemente dalla sintomatologia presente o meno, come la sensazione di “pelle che tira”, in inverno è importante idratare una pelle secca, poiché se non trattata può dare origine a patologie conseguenti alla xerosi, come dermatiti irritative o allergiche da contatto, accompagnate da eritema, desquamazione, intenso prurito, e può far peggiorare dermatiti preesistenti, come eczema atopico, psoriasi, rosacea, dermatite seborroica. Inoltre, sono note alcune reazioni cutanee al freddo che includono l’orticaria da freddo, caratterizzata dall’insorgenza di pomfi pruriginosi in seguito al contatto con aria e acqua fredda, accompagnata da bruciore, dolore e, talora, edema. Tali sintomi sono comuni anche alla perniosi a mani e piedi, meglio nota come geloni, pur di minore incidenza nei nostri climi: si tratta di un’infiammazione cutanea causata dal freddo e dovuta principalmente al rallentamento della microcircolazione locale delle dita.

In generale, per contrastare tutti questi effetti è importante utilizzare una corretta protezione con indumenti per il corpo consoni alla temperatura, guanti e calze, ricorrendo a fodere di seta e raso. Fare docce tiepide e veloci non più di una volta al giorno, se possibile a giorni alterni, ripristinare la composizione del film idrolipidico naturale con una corretta detersione e un’idratazione adeguata. Fondamentale è la scelta di detergenti delicati in olio, crema, mousse o gel, tamponando la pelle per asciugarla e mai sfregandola con troppo vigore. Applicare, poi, prodotti idratanti mentre la cute è ancora umida, in modo da non perdere acqua.

Scegliere creme nutrienti, balsami, burri (di karitè, per esempio) e unguenti per restituire e mantenere le sostanze di cui necessita il tegumento, ricchi di ceramidi, acido ialuronico, squalene, trigliceridi, colesterolo, cere, acidi grassi, sostanze idrosolubili (aminoacidi, acido lattico, urea, zuccheri, sali minerali), oli vegetali (macadamia e jojoba, per esempio), vitamina E, prebiotici, probiotici, niacinamide, estratti di amamelide e tutto quanto concorre a restituire idratazione profonda alla cute del corpo.

Ci sono numerose formulazioni adatte per il viso e le palpebre in confezioni sterili, e per le labbra in stick, da utilizzare anche sotto il makeup. Naturalmente non può essere dimenticata neppure d’inverno la protezione solare, soprattutto in montagna, in grado di difendere dalla luce il viso con creme contenenti filtri e schermi Spf 50/50+.

Nel caso di mani e piedi, in caso di secchezza intensa e ragadi, avvolgendoli in guanti o calzini di cotone, pellicola trasparente oppure un’altra barriera per trattenere l’idratazione durante la notte si possono risolvere i problemi di secchezza più intensa. In casa e negli ambienti chiusi, il consiglio è ricorrere a umidificatori per abbassare la secchezza esterna, senza dimenticare che il freddo danneggia anche gli annessi cutanei, come i capelli e le unghie; durante l’inverno, infatti, diventano secchi, fragili, opachi, inclini alla rottura, a onicoschizia lamellina (cioè sfaldamento in lamelle) nelle unghie e, nel caso dei capelli, alla tricoptilosi (doppie punte), a causa dell’alterazione del film idrolipidico e dell’inquinamento degli ambienti chiusi dovuto a riscaldamento. Per proteggerli, è fondamentale usare prodotti idratanti e nutrienti e indossare regolarmente cappelli e guanti. Infine, è d’aiuto anche l’apporto orale di nutrimenti, quali il collagene idrolizzato, gli aminoacidi (glicina, valina, lisina, prolina), gli acidi grassi polinsaturi, come omega 3 e 6, le vitamine C, E, B2, B3 (niacina), H (biotina) ed F.

di Alessandra M. Cantù e Corinna Rigoni, dermatologhe (Milano)

 

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