C’è una verità semplice, ma fondamentale, che spesso dimentichiamo: il rapporto più importante della nostra vita è quello con noi stessi. Quando impariamo a piacerci, a guardarci con rispetto e accettazione, il nostro benessere emotivo migliora in modo naturale e duraturo. Non si tratta di egoismo o vanità, ma di una base solida su cui costruire equilibrio, relazioni sane e fiducia nel futuro. Piacersi significa riconoscere il proprio valore, indipendentemente dai giudizi esterni. Una buona autostima non nasce dal sentirsi perfetti, ma dal sapersi accettare anche con i propri limiti: chi si piace non si avvilisce per gli errori o i fallimenti, ma li considera parte del percorso di crescita. Sentirsi a proprio agio anche davanti allo specchio influisce direttamente sul benessere psicologico: chi si piace tende a provare meno ansia, meno senso di colpa e meno bisogno di approvazione costante. Questo porta a vivere le relazioni con maggiore serenità, senza la paura continua di non essere abbastanza.
I prodotti cosmetici possono sembrare ben poca cosa rispetto alle riflessioni sul sé, ma, come donna e come farmacista, vi assicuro che sono davvero un valido aiuto nel percorso di autostima e nel legame tra il sé e il benessere delle persone. Lo dimostra il fatto che si usano in media dagli otto ai dieci prodotti cosmetici per l’igiene, il trattamento della pelle, dei capelli e per il makeup. Un errore comune è pensare che piacersi equivalga a smettere di migliorarsi. In realtà accade l’opposto: chi si accetta è più motivato al cambiamento e alla crescita.
I benefici del cosmetico
Il cosmetico può aiutare a piacersi in diversi modi, che vanno oltre il semplice “apparire più belli”:
Valorizza l’immagine: trucco e cosmetici non cambiano chi sei, ma mettono in risalto i tuoi punti forti.
I tuoi occhi grandi ed espressivi, non truccati, specialmente dopo una certa età, possono apparire spenti, apatici, privi di vitalità. Un buon mascara con scovolino in silicone permette di distribuire uniformemente il colore sulle tue ciglia, allungandole e rendendo il tuo sguardo più intenso. Un tocco di matita ridefinisce la linea dei tuoi occhi, aumentandone la seduzione. Le labbra sensuali, con un tocco di colore, colpiscono ed attraggono chi guarda.
La tua pelle se non curata con creme o latti di qualità può apparire spenta, ruvida, invecchiata. Una cute ben idratata appare sicuramente più luminosa e morbida e piacevole da accarezzare. Com’è sgradevole stingere una mano ruvida! I tuoi capelli, se non curati, comunicano immediatamente una sensazione di persona trasandata, che non ha cura di sé, che non si guarda neppure allo specchio. La grande ingiustizia per cui un uomo con i capelli bianchi è affascinante, mentre una donna è “vecchia”, è purtroppo una realtà, a parte qualche caso in cui il bianco (molto curato) diventa uno status symbol. Ben venga, allora, la possibilità di coprire i primi incanutimenti, ma anche di ravvivare il colore o addirittura di cambiarlo in base a gusti e tendenze. Non ultimo è il “signor profumo”: ognuno ha il suo personale che ci contraddistingue e, credetemi, non si può uscire senza una “spruzzatina” che tonifica anche l’umore!
Aumenta la sicurezza di sé
Prima sei visto, poi sei ascoltato! Sentirsi curati spesso migliora l’autostima. Quando ti piaci, ti muovi e ti relazioni con gli altri con maggiore sicurezza sia nel campo personale, sia, soprattutto professionale. Affrontare un colloquio di lavoro con un trucco sobrio, ma accattivante, un’acconciatura perfetta e una manicure ricercata non ti farà assumere in quell’azienda, ma sarà un buon biglietto da visita e comunicherà sicuramente l’idea di una persona curata e positiva.
È una forma di espressione personale
Come avviene per l’abbigliamento, i colori del makeup, i profumi e la scelta delle texture dei prodotti cosmetici permettono di comunicare chi seieo come ti senti: naturale, elegante, creativo, audace. Questo rafforza il senso di identità.
Crea un momento di cura per sé, una coccola
Applicare un cosmetico può diventare un piccolo rituale di attenzione e rispetto verso il proprio corpo, con un effetto positivo anche sul benessere emotivo.
Aiuta ad accettarsi
Paradossalmente, prendersi cura di sé attraverso i cosmetici può aiutare ad accettare anche le proprie imperfezioni, perché nasce da un atteggiamento di gentilezza verso se stessi. Il camouflage correttivo ne è l’esempio: è utilizzato principalmente per nascondere diverse tipologie di inestetismi cutanei del viso e del corpo, talvolta anche importanti, quali angiomi, couperose, discromie cutanee, acne, cicatrici, vitiligine, vene varicose e capillari in superficie. Chi consiglia il camouflage deve essere particolarmente attento all’aspetto psicologico, perché si possono presentare anche casi di clienti che si stanno sottoponendo a trattamenti oncologici. Lo scopo è di aiutarle a migliorare il proprio aspetto fisico durante e dopo le cure. Le persone devono sapere che, seguendo alcuni semplici consigli, possono migliorare notevolmente il loro aspetto e, di conseguenza, il loro benessere.
Il parere dell’esperto
Dottor Gamba, quale meccanismo induce le persone a provare emozioni o giudizi basandosi primariamente sull’aspetto fisico di chi hanno di fronte? Certo, è solo la prima impressione, ma qualche volta è quella che conta. Inoltre, come la cura dell’immagine e dello stile di vita può rientrare in un percorso psicoterapeutico?
Quando incontriamo qualcuno, il cervello non “vede” soltanto: interpreta. In pochi istanti attiva una lettura rapida, fatta di scorciatoie cognitive. I circuiti della salienza e l’amigdala valutano: è sicuro? E’ familiare? Posso fidarmi? Da qui nasce una prima ipotesi sulla persona. Entra anche l’effetto alone: da un tratto visibile (peso, postura, pelle, cura) deduciamo qualità globali (“è competente”, “è trascurato”, “è affidabile”). Poi la cultura fa il resto: stereotipi, social e apprendimenti familiari diventano bias impliciti. E, una volta formulata l’idea, la mente tende a confermarla, cercando segnali coerenti, e ignorando il resto. Per questo la prima impressione pesa: è economica, non sempre vera, ma orienta emozioni e decisioni finché non ci concediamo tempo e presenza per conoscere l’altro. Ed esserne consapevoli può già voler dire tanto.
In psicoterapia la cura dell’immagine e dello stile di vita può rientrare, ma con un’intenzione diversa dal compiacere. Non si tratta di “aggiustare” il corpo per meritare amore, bensì di ricostruire un patto con sé: dignità, presenza, coerenza. Lavoriamo su vergogna e autocritica, sul bisogno di approvazione e sul rapporto con lo sguardo altrui, per restituire al corpo uno spazio abitabile. A volte scegliere un abito che mi rispecchia, una routine di sonno più rispettosa, un’alimentazione più consapevole o un movimento gentile è un modo per regolare il sistema nervoso e dire: “mi vedo”.
In diversi approcci focalizzati sulla compassione e sulla mindfulness, questi gesti diventano comportamenti-ponte: piccoli atti concreti che consolidano nuove credenze (“posso abitarmi”, “mi merito cura”). Quando l’immagine è scelta e non prigione, diventa un ponte tra mente e anima: non maschera, ma espressione di un sé che si
riconosce.
di Gabriella Daporto, farmacista, cosmetologa, trainer (Panorama Cosmetico n. 1/26, ©riproduzione riservata)
