In inverno le mani pagano pegno: maggiormente esposte al freddo e a una bassa umidità, subiscono maggiormente la perdita di acqua dalla pelle, il riscaldamento secca l’aria e i lavaggi ripetuti (spesso con detergenti troppo sgrassanti) fanno il resto. Il risultato è la classica triade: pelle che tira, ruvidità e fissurazioni dolorose. E quando la barriera cutanea si indebolisce, anche gesti normali -acqua, gel alcolici, detersivi, frizione- diventano irritanti e innescano facilmente dermatite irritativa o eczemi, che tendono poi a recidivare.
La letteratura scientifica e le raccomandazioni cliniche insistono proprio su questo: protezione dalla “dose” quotidiana di irritanti e idratazione costante sono le leve principali per prevenire e controllare l’eczema delle mani.
Come prevenire i disagi
La parte più efficace della routine è, in realtà, anche la più semplice: lavare gentilmente le mani e mettere la crema al momento giusto o, meglio, nei momenti giusti, perchè in inverno la crema mani non basta mai. Lavaggi brevi, dunque, possibilmente con acqua tiepida (mai bollente!), poco detergente e un’asciugatura senza strofinare riducono già metà del problema.
Poi arriva il passaggio che cambia le carte in tavola: applicare un trattamento idratante subito dopo il lavaggio, quando la pelle è ancora leggermente umida. È un gesto banale, ma coerente con ciò che sappiamo sulla barriera cutanea: se reintegri umettanti e lipidi e poi “sigilli” con un film protettivo, riduci la perdita d’acqua e dai alla cute il tempo di ripararsi.
Qui la formula conta più del marketing: quando le mani sono in difficoltà, funzionano meglio texture “barriera” con glicerina e/o urea (se non ci sono tagli profondi), emollienti e, soprattutto, ingredienti estremamente filmanti, come dimethicone o petrolatum, che fanno da scudo e limitano la disidratazione. Se, invece, la pelle è arrossata e reattiva, il consiglio più sensato è togliere tutto il superfluo: meglio formule essenziali e senza profumo, perché profumi e alcuni componenti delle fragranze sono tra le cause più frequenti di sensibilizzazione nei quadri di dermatite da contatto.
Quando serve un “Sos” vero e proprio (cioè in caso di pelle che si fissura e brucia), la logica è: calmare, proteggere, occludere. In pratica, quello che serve è un balsamo molto ricco e occlusivo, da applicare più volte al giorno sulle fissure, in grado di ridurre subito fastidio e microlesioni. La sera, poi, uno strato generoso e un semplice guanto di cotone per mezz’ora (o tutta la notte, se tollerato) può fare la differenza, perché l’occlusione controllata aiuta l’idratazione e la riparazione. Se, invece, compaiono prurito importante, vescicole, sanguinamento o se la situazione non migliora in pochi giorni nonostante la routine “gentile”, è bene alzare l’asticella: l’eczema delle mani può richiedere valutazione medica e, nei casi recidivanti, anche un percorso per escludere eventuali allergie da contatto. Le linee guida europee sull’hand eczema sottolineano proprio l’importanza di riconoscere e trattare presto il problema, evitando l’esposizione continua agli irritanti, che favorisce e mantiene il circolo vizioso.
Il messaggio finale è molto “invernale”, ma concreto: non serve una routine lunga, serve una routine fedele. Se il paziente/cliente accetta di lavare con più delicatezza e di incremare sempre dopo la detersione le mani la situazione si risolverà in tempi rapidi. E quando la cute protesta, meno fronzoli e più barriera: è la strategia più scientifica e anche la più efficace.
