La cosmetica coreana continua a consolidare la propria presenza nel mercato beauty internazionale, trasformandosi da fenomeno di nicchia a vero e proprio modello di riferimento per la cura della pelle. A evidenziarlo è uno studio globale realizzato da NielsenIQ (NIQ), che analizza l’evoluzione della K-Beauty nei principali mercati mondiali e ne individua i fattori di crescita.
Secondo il report K-Beauty Goes Global, il valore della cosmesi coreana registra a livello globale una crescita del 53% rispetto al 2025, con performance particolarmente significative in America Latina (+135%), Medio Oriente (+76% nell’e-commerce), Europa occidentale (+58%) e Nord America (+53%). Un risultato che conferma la capacità dei brand coreani di intercettare le nuove esigenze dei consumatori, facendo leva sulla percezione di qualità, sull’innovazione formulativa e su una presenza digitale particolarmente efficace.
A trainare l’espansione della categoria sono soprattutto i prodotti destinati alla routine quotidiana di skincare. Le formulazioni detergenti registrano infatti un incremento del 72%, mentre i prodotti idratanti crescono del 46%. Si tratta di categorie che favoriscono l’adozione di rituali di cura più strutturati e continuativi, alimentando un rapporto costante tra consumatore e prodotto.
Per il farmacista, questa evoluzione rappresenta un segnale da osservare con attenzione. La crescente attenzione verso la salute e la cura della pelle, infatti, rafforza il valore del consiglio professionale nella costruzione di routine personalizzate, aspetto sempre più richiesto da consumatori informati e orientati alla ricerca di soluzioni efficaci.
La skincare coreana in Italia: vince l’online, ma canali fisici in crescita
Anche in Italia il fenomeno mostra una dinamica particolarmente vivace. Lo studio evidenzia che il 12% delle famiglie acquista prodotti di cosmesi coreana, con una media di tre unità per atto d’acquisto. Sul fronte del profilo dei consumatori, emerge un forte interesse delle fasce più giovani: gli under 36 rappresentano il 43% degli acquirenti.
La skincare si conferma il principale motore della domanda. Tra le categorie più acquistate figurano creme idratanti, lozioni e sieri, seguite dai kit multistep e dai set da viaggio dedicati alla cura della pelle. Una tendenza che riflette la crescente diffusione di routine articolate e una maggiore educazione cosmetica da parte dei consumatori.
Il canale che oggi sostiene maggiormente la crescita della K-Beauty è l’online. Nel segmento skincare, i brand coreani hanno registrato negli ultimi anni una forte accelerazione nell’e-commerce europeo e proprio l’Italia si distingue come uno dei mercati più dinamici. La penetrazione della K-Beauty online è infatti passata dal 9% al 21% negli ultimi tre anni, mentre l’83% del valore complessivo delle vendite viene generato attraverso il commercio elettronico.
Nonostante il ruolo dominante del digitale, il crescente interesse verso la cosmetica coreana apre spazi di sviluppo anche per i punti vendita fisici ad alto contenuto consulenziale. In questo contesto la farmacia può valorizzare la propria competenza professionale intercettando una domanda sempre più orientata alla skincare e accompagnando i consumatori nella scelta dei prodotti più adatti alle diverse esigenze cutanee.
L’affermazione della K-Beauty conferma, infatti, una tendenza più ampia: il consumatore non cerca soltanto prodotti innovativi, ma percorsi di cura completi e personalizzati. Un’evoluzione che rafforza ulteriormente il ruolo della farmacia come punto di riferimento per il benessere e la salute della pelle.
