La protezione solare colorata è uno dei prodotti più interessanti della stagione perché risponde a un’esigenza molto concreta: protegge la pelle dai raggi Uv e, allo stesso tempo, rende l’incarnato più uniforme, luminoso e naturale.
A differenza di molte basi makeup arricchite con Spf, i solari colorati nascono prima di tutto come fotoprotettori: la loro funzione primaria resta la difesa della pelle dai raggi ultravioletti, spesso con filtri ad ampio spettro e fattori di protezione elevati. Il plus cosmetico è dato dalla presenza di pigmenti che aiutano a minimizzare discromie, rossori, macchie e piccole imperfezioni, senza necessariamente ricorrere a fondotinta o Bb cream.
Il tema è particolarmente attuale perché la fotoprotezione quotidiana viene sempre più considerata un passaggio essenziale e non soltanto in vacanza al mare o in montagna, ma anche in città, sulle zone più esposte come viso, collo, décolleté e dorso delle mani.
Perché piace così tanto
Il successo del solare colorato nasce da una promessa semplice: meno strati, più comfort. Chi ha pelle mista, grassa oppure sensibile spesso non ama sovrapporre troppi prodotti. Siero, crema, Spf, primer, fondotinta: la stratificazione può risultare pesante, rendere più lucida la pelle o creare quella sensazione di “troppo” che porta molte persone a ridurre la quantità di solare applicato. Ed è qui che il fotoprotettore colorato diventa interessante, fondamentalmente perché si rivela un prodotto estremamente intelligente. Permette, infatti, di mantenere il gesto fondamentale della protezione solare, aggiungendo un effetto perfezionante leggero e perfetto per un uso quotidiano. Non sostituisce la protezione: è protezione, ma con un tocco beauty in più.
L’errore da evitare: mischiare Spf e makeup
Uno dei consigli più importanti da dare al banco della farmacia riguarda la quantità di fotoprotettore da applicare. La protezione solare funziona correttamente, infatti, soltanto se applicata in dose adeguata e distribuita in modo uniforme. Mescolare il solare con crema idratante, fondotinta o base colorata può sembrare una scorciatoia furba, ma in realtà rischia di diluire il prodotto e compromettere la protezione effettiva.
Una regola pratica spesso utilizzata è quella delle “due dita” di prodotto per il viso: indicazione semplice da comunicare e facile da ricordare, soprattutto per chi tende ad applicare troppo poco prodotto.
Come si applica?
Il solare colorato si usa al mattino, dopo la skincare abituale. Va steso con cura su tutto il viso, senza dimenticare attaccatura dei capelli, lati del naso, contorno mandibolare e collo. Può essere applicato con le mani per un risultato naturale, oppure con pennello o spugnetta, facendo attenzione, però, a non ridurre troppo la quantità di prodotto. La priorità resta sempre la protezione: il finish estetico viene dopo. Chi desidera maggiore coprenza potrà aggiungere successivamente un correttore localizzato o un velo di makeup, ma il primo strato deve essere generoso e omogeneo.
Per questi motivi il fotoprotettore colorato è particolarmente adatto a chi cerca una routine rapida, ma anche a chi vuole sentirsi in ordine senza usare un fondotinta tradizionale. Può essere una buona soluzione per chi presenta discromie, rossori lievi, macchie solari, incarnato spento oppure leggere imperfezioni.
Interessante anche per chi vive la protezione solare come un gesto “da vacanza” e fatica a inserirla nella quotidianità: la componente colorata rende il prodotto più piacevole da usare e può aumentare l’aderenza al gesto protettivo. Attenzione, però: per le pelli sensibili o reattive è utile orientare la scelta verso formule ben tollerate, preferibilmente senza profumo. Per le pelli miste oppure grasse, meglio texture leggere, non comedogene e dal finish asciutto. Infine, per cute secca o matura, possono essere preferibili emulsioni più idratanti e confortevoli.
