Le stime sulla chiusura del 2025 delineano una crescita del fatturato totale del settore cosmetico pari al 5,1%, per un valore prossimo a 17,4 miliardi di euro, con una proiezione del +6,1% alla fine del 2026. Si riconferma anche l’andamento positivo delle esportazioni che registrano, nelle stime di fine anno, un +7% (quasi 8,5 miliardi di euro), con una proiezione del +8,5% a fine 2026.
Per quanto concerne i valori di fatturato, quindi del sell-in, occorre rilevare la buona performance nei canali tradizionali, +3,4%, ma, soprattutto, l’ulteriore crescita dei canali professionali, che si attestano al +3%, con una lenta ripresa e un avvicinamento ai valori pre-Covid nell’ultimo quadriennio.
Sicuramente, i nuovi equilibri commerciali dettati dalle misure e contromisure protezionistiche da parte dei principali mercati mondiali condizioneranno le dinamiche di crescita dei prossimi mesi.
I riflessi sull’industria cosmetica potrebbero avvenire sulle esportazioni nell’ultimo trimestre ma, al momento, le performance della prima metà del 2025 lasciano intravedere segnali più che positivi. Tuttavia, l’andamento del manifatturiero cresce, nella prima metà dell’anno, timidamente con poco più di un punto percentuale, mentre i settori con maggior orientamento al made in Italy sono in contrazione, a eccezione delle barche e degli yacht.

Il cosmetico resta bene essenziale
Nel 2025 i valori del mercato di cosmetici, secondo gli indicatori preconsuntivi, sono pari a 13,9 miliardi di euro (+3,7% rispetto al 2024), caratterizzati in larga parte dalla performance nei canali tradizionali e digitali (+3,8%), e dall’incremento dei canali professionali (+3,2%).
Come avvenuto con le rivalutazioni delle stime di inizio anno legate al fatturato, anche il mercato risente della revisione delle proiezioni su cui impatta fortemente la riduzione della capacità di spesa degli italiani e la situazione di incertezza dello scenario che inibisce inevitabilmente i consumi. Nonostante l’instabilità del contesto geopolitico e commerciale globale, il cosmetico si riconferma bene essenziale, confermando il radicamento dei prodotti cosmetici nella quotidianità.
La lettura dell’andamento per canali evidenzia trasversalmente le buone dinamiche e lo stato di salute del settore: dal ruolo consulenziale della farmacia e dei professionali, passando all’evocazione e status delle profumerie, fino ai valori legati alla connotazione naturale espressi dalle erboristerie. Infatti, la ritualità del consumo di cosmetici, accompagnata a nuovi modelli di esperienzialità nei punti vendita, migliora l’ingaggio del consumatore nei confronti dei brand, oltre che una piena fiducia e identificazione nei valori narrati dalle aziende.
Le più recenti analisi, frutto delle interviste condotte alle imprese associate di Cosmetica Italia, fanno emergere per il canale farmacia una crescita prevista per il 2026 pari al 3,8%, con un valore delle vendite di cosmetici che toccherà i 2.380 milioni di euro (pari al 16,4% del complessivo mercato cosmetico in Italia). Negli ultimi cinque anni la farmacia ha guadagnato quasi tre punti di market share inter-canale nella categoria cura pelle, a discapito della Gdo: la specializzazione premia ed è fortemente riconosciuta dal consumatore, sia per il format distributivo forte di un’offerta mirata alle specifiche esigenze della pelle, sia per lo spazio che, in pochi metri, concentra un ampio assortimento.
L’andamento storico strutturale lascia presagire un futuro roseo per il canale, ma il potenziale dell’area dermocosmetica in farmacia dimostra come ci siano ancora forti opportunità di crescita tutte da sviluppare.
(In Collaborazione con Cosmetica Italia, Panorama Cosmetico N. 1/2026, ©riproduzione riservata)
