Gravidanza, la skincare si fa più dolce

La gravidanza è un momento luminoso per ogni donna, ma per la pelle può diventare una piccola rivoluzione. Gli sbalzi ormonali possono, infatti, favorire secchezza, maggiore sensibilità, acne, rossori e iperpigmentazioni, come il tanto temuto melasma, ovvero le classiche macchie brune che compaiono soprattutto su fronte, guance e labbro superiore, ma anche acne e smagliature. La buona notizia è che non serve rinunciare alla skincare, serve, piuttosto, renderla più gentile e sicura.

L’American Academy of Dermatology ricorda che molti prodotti cosmetici possono essere usati in gravidanza, ma è importante controllare gli ingredienti e informare ginecologo e dermatologo di eventuali trattamenti in uso, soprattutto se medicati o antiacne, e di avvisarli subito in caso di reazioni anomale a un cosmetico.

La routine ideale è fatta di pochi step

Durante l’attesa, il consiglio è puntare su una routine minimal, ma costante: detersione delicata, idratazione rinforzante, protezione solare quotidiana. Meno attivi “strong”, soprattutto, e più barriera cutanea.

Al banco della farmacia ciò si traduce nel consiglio di detergenti non aggressivi, meglio se senza profumazioni intense, creme con ceramidi, glicerina, pantenolo, acido ialuronico e niacinamide, utili per sostenere comfort e idratazione. Per le imperfezioni, quando la cliente chiede un’alternativa ai trattamenti antiacne più decisi, l’acido azelaico è spesso considerato una delle opzioni più interessanti da discutere con il medico o il dermatologo, soprattutto in caso di pelle impura e discromie.

Il vero prodotto di cui non fare mai a meno resta, però, il solare: il melasma è favorito dall’esposizione Uv e dalla luce visibile e in gravidanza la fotoprotezione andrebbe applicata -e riapplicata nel corso della giornata- quotidianamente già dal primo trimestre. La preferenza andrà a texture leggere, non comedogene e adatte alla cute sensibile.

Ingredienti da mettere in pausa

La categoria da attenzionare maggiormente, invece, è quella dei retinoidi: anche se l’assorbimento cutaneo dei retinoidi topici è basso, la comunità scientifica indica che, per precauzione, non devono essere usati in gravidanza e neanche quando si sta pianificando una gravidanza. Da valutare con prudenza anche peeling ad alta concentrazione, trattamenti schiarenti aggressivi e routine troppo attive, soprattutto se la pelle è reattiva.

In farmacia, il messaggio deve essere semplice: in gravidanza non si sperimenta alla cieca, si semplifica. Il farmacista può chiedere alla donna in dolce attesa di raccontargli la sua skincare quotidiana, aiutandola così a capire se tutto va bene o se è meglio sostituire o eliminare qualcosa. Attenzione, in particolare, a tutto ciò che ruota attorno al naturale: naturale non vuol dire sicuro. Oli essenziali, profumi ed essenze fitoterapiche possono irritare una pelle resa più sensibile dagli ormoni. Meglio spiegare che in gravidanza la sicurezza dipende dalla formula, dalla concentrazione e dall’uso, non solo dall’origine naturale dell’ingrediente.

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