L’acne è una patologia infiammatoria cronica che colpisce in prevalenza gli adolescenti, ma che può persistere o comparire anche in età adulta. Si tratta
di una condizione complessa, con un impatto importante sulla qualità di vita e sulla sfera psicologica, sociale e relazionale. Comprenderne i meccanismi biologici è fondamentale per intervenire in modo mirato.
L’acne nasce all’interno dell’unità pilo-sebacea, il sistema formato dal follicolo pilifero e dalla ghiandola sebacea, ed è il risultato di diversi fattori che agiscono contemporaneamente.
Tra questi l’azione degli ormoni sulla pelle, l’iperattività delle ghiandole sebacee con aumento e alterazione del sebo, l’ipercheratinizzazione follicolare, che porta all’occlusione del poro, e le modificazioni del microbioma cutaneo. Tutti questi processi contribuiscono ad attivare l’infiammazione, elemento centrale nella patogenesi dell’acne.
Il microcomedone: il punto di partenza dell’acne
All’inizio c’è il microcomedone, una lesione iniziale invisibile a occhio nudo, ma cruciale nello sviluppo della patologia, da cui prendono origine tutte le manifestazioni cliniche dell’acne. Il microcomedone può svilupparsi e dare origine alle lesioni comedoniche, sostenute da una componente infiammatoria ancora subclinica.
Con la progressione del processo patologico, favorito dall’interazione tra Cutibacterium acnes, alterazione dei lipidi sebacei e risposta immunitaria, compaiono le lesioni infiammatorie: papule, pustole e noduli, che nei casi più severi possono evolvere in esiti cicatriziali, soprattutto di tipo atrofico.
L’importanza della costanza
Il miglioramento visibile della pelle acneica non coincide necessariamente con la risoluzione dei meccanismi che sostengono la patologia. Per questo motivo, interrompere precocemente i trattamenti rappresenta una delle principali cause di recidiva. Il protocollo di mantenimento, spesso composto anche da dermocosmetici, svolge un ruolo chiave: agendo sul microcomedone e sull’infiammazione subclinica, aiuta a prevenire nuove lesioni e a mantenere anche l’equilibrio della pelle grassa a tendenza acneica. In questo contesto, il farmacista assume un ruolo chiave per aiutare il cliente a proseguire la routine prescritta dal dermatologo.
La skincare non va in vacanza
Uno dei falsi miti più diffusi è che il sole migliori l’acne. In realtà, il beneficio percepito durante l’estate è spesso solamente temporaneo. L’esposizione solare può, infatti, determinare un iniziale effetto disseccante e antinfiammatorio. Inoltre, si verifica un ispessimento dello strato corneo che maschera momentaneamente le imperfezioni.
Successivamente, però, questi stessi meccanismi possono favorire l’occlusione follicolare e la riacutizzazione delle lesioni acneiche. È, dunque, fondamentale non eccedere con l’esposizione solare e utilizzare sempre una fotoprotezione quotidiana a largo spettro contro Uva, Uvb e luce blu visibile ad alta energia, in formule non comedogeniche, seboriduttrici e con effetto opacizzante.
In sintesi: l’acne e la pelle grassa a tendenza acneica richiedono un approccio integrato e continuativo che tenga conto anche dei meccanismi subclinici per favorire un effettivo e duraturo miglioramento di questa patologia cutanea.
Falsi miti e regole d’oro al banco
“Il sole secca i brufoli e fa bene all’acne”
L’apparente miglioramento iniziale è soltanto temporaneo. I raggi Uv possono, infatti, favorire l’ispessimento dello strato corneo e una successiva riacutizzazione delle lesioni. La fotoprotezione specifica è fondamentale tutto l’anno.
“Più lavo il viso e uso scrub, più elimino il sebo”
Detersioni aggressive e scrub frequenti alterano il film idrolipidico e il microbioma cutaneo, favorendo un effetto rebound, con aumento di sebo e infiammazione.
“La pelle grassa a tendenza acneica non va idratata”
Durante i trattamenti farmacologici la pelle può diventare secca e reattiva.
Un’idratazione adeguata migliora comfort, tollerabilità e aderenza alla routine.
In collaborazione con Cosmetica Italia.
(A cura di Chiara Miggiano, Medical product manager, Pierre Fabre Italia, Panorama Cosmetico N. 3/2026, ©riproduzione riservata)
